Casinò Lugano

Lugano, Svizzera

1996-2003

 

 

Il casinò è un luogo nuovo, con un’attività tutta da scoprire, sia da parte degli utenti che da parte della disciplina architettonica, e questo progetto é un contributo, unico nel suo genere, per una nuova cultura europea di casinò. Non la scatola chiusa o “scatola a tema” estranea al contesto, dei casinò tipo americano, ma un edificio che cerca al contrario una relazione molto forte con la città, e propone un’architettura particolare per ospitare una attività nuova con una forma capace di dialogare con il fruitore. La sfida è quella di inventare un’architettura che, senza poter attingere ad una tradizione tipologica e formale, possa essere l’interpretazione della moderna cultura del gioco inteso nel senso più ampio di divertimento. Non un tempio del gioco ma un luogo per giocare. Al palco dell’ex-teatro, elemento monolitico inconfondibile dall’immagine minimale molto forte e caratterizzante, si contrappone, verso il lago, una facciata traslucida retro-illuminata; un grande faro che segna in modo inconfondibile la fine del lungolago e l’inizio del parco, un segnale a scala urbana. Un ampio atrio collega virtualmente e fisicamente la città al parco. Verso la città, dietro una grande vetrata è posta la facciata vera e propria: una composizione astratta di cubi illuminati e colorati, che ospitano al loro interno spazi di supporto al gioco. Questa vetrina verso la città è un importante e forte elemento gioioso, come un segnale premonitore di quello che succede all’interno dell’edificio, mentre il suo suggestivo spazio ospita un bar che dialogando con l’altro lato della strada, é un vero salotto in città. La facciata verso il parco, più rappresentativa anche perchè è il fronte di tutta la città sul parco, maschera parti aperte e chiuse dell’edifico e funzioni diverse. Il nuovo corpo è rivestito in travertino, lo stesso materiale del resto dell’edificio ma usato in maniera diversa e nuova. Duemila lame sono ruotate su perni così da creare un effetto particolare di onde, in cui le ombre generano una composizione di pieni e di vuoti sempre diversi a seconda del giorno e dell’ora, in modo tale che la facciata si apre e si chiude nei diversi settori a seconda del punto di vista. Il disegno delle lame si trasforma in effetto cinetico se si osserva la facciata movendosi. Come nelle altre facciate, di giorno l’immagine è tranquilla e urbana, mentre di notte, grazie ad una retro-illuminazione di led colorati che la smaterializza, acquista vita, esattamente come il casinò.

press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom
press to zoom